martedì 6 dicembre 2016

Benvenuti alla Fierucola delle Eccellenze Bioregionali dell'8 dicembre 2016 di Passo Treia



Eccoci  giunti  alla seconda edizione della Fierucola delle Eccellenze Bioregionali dell'8 dicembre. Quest'anno è un anno particolare, c'è stato il terremoto che ancora a momenti fa tremare la terra, la crisi economica si sente, Treia è silenziosa e raccolta in se stessa.... ma non si perde di coraggio! 

Treia è un bellissimo paese, ed io  ho nei suoi confronti  un affetto particolare, essendo il paese di origine di mia madre e di mia nonna ed avendoci trascorso tutte le vacanze estive da bambina e tornandoci ancora oggi sempre più spesso. Questa Fierucola, che è stata promossa dal Comitato Treia Comunità Ideale  con la collaborazione di varie associazioni e privati cittadini di buona volontà, vuole essere un incentivo ad andare avanti con un pizzico di entusiasmo aggiunto, ripartendo dalle cose semplici, che qui non mancano mai: il buon cibo, l'artigianato, le arti tutte che allietano la vita e la rendono colorita, il piccolo commercio di cose belle ed utili, le attività  creative e i lavori inventati  che ci fanno stare in buona salute e più sereni.

Partecipare alla Fierucola, che  stavolta si tiene nella frazione di Passo  Treia, è un'occasione per incontrarsi fuori dalle mura di casa e condividere alcune ore in serenità, incontrando persone note e sconosciute, respirando un po' di aria natalizia, assaggiando cose semplici e naturali, entrando in contatto con nuove realtà che avanzano e accogliendo le proposte di persone che con buona volontà si mettono in gioco nella prospettiva di contribuire al bene comune.

A questo proposito mi sento di ringraziare il Comune di Treia che ha concesso il patrocinio e l'uso della Torre Mulino, la parrocchia di Treia, nella persona di Don Gabriele, che ha subito acconsentito all'uso del portico della chiesa della Natività, ad alcuni membri della  Protezione civile, che  si sono offerti di preparare un pranzo  sociale (il cui ricavato va a favore della Protezione Civile stessa) e ringrazio  tutti gli espositori ed i privati che si sono messi in gioco per la riuscita della manifestazione. 

Un particolare grazie va alle associazioni che collaborano all'evento: l'ass. Acli La Torre, che ha allestito la struttura in Piazza Tarcisio Carboni  (denominata "Rinasce la Speranza") e che ha organizzato vari allestimenti musicali e ludici, la coop. La Talea per le degustazioni tipiche locali ed altro ancora,  e le associazioni Avis, Ente disfida, Proloco,  Fotocineclub il Mulino che contribuiscono  con i loro stand all'arricchimento dell'iniziativa,  senza dimenticare la banda ed i musicanti, i cantanti e gli stornellatori ed i poeti che si esibiranno in varie performances.

Ci vediamo tutti l'8 dicembre 2016 a Passo di Treia, allora!

Caterina Regazzi 
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Rete Bioregionale Italiana


domenica 4 dicembre 2016

Bioregionalismo applicato all'economia - Quanto vale la Natura?

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Quanto vale una specie animale? Una montagna? O un lago?
La conservazione della natura è una responsabilità alla quale, oggi più che mai, non possiamo sottrarci, ma questo ormai lo sanno tutti. La crescita inesorabile della popolazione, la necessità sempre maggiore di risorse ci chiedono uno sforzo di lungimiranza e attenzione che mai era stato necessario nella storia.
Alla base di molte riflessioni di studiosi ed esperti, c’è una domanda: perché dobbiamo conservare la natura? E anche una seconda: qual è l’approccio migliore per pianificare la conservazione?
In questo campo esiste una storica (e forse fuorviante) sfida fra due correnti di pensiero, due approcci con radici filosofiche ma con effetti decisamente reali: antropocentrismo e biocentrismo (bioregionalismo applicato).
In parole molto povere, dobbiamo conservare la natura in funzione dell’utilità che essa ha per l’uomo oppure dobbiamo conservarla per il suo valore intrinseco?
In un interessante opinion paper pubblicato sul Journal for Nature conservation, sono state affrontate e confrontate queste due visioni, apparentemente opposte, del nostro rapporto con la natura.
Si sente spesso parlare di “Sevizi Ecosistemici”, cioè dei benefici che gli ecosistemi forniscono al genere umano, la quantificazione economica del valore della natura.
Questo sembra essere uno strumento immediato e molto pratico per la conservazione, ma per contro ci restituisce una visione estremamente semplificata e incompleta della complessità degli ecosistemi. La classe politica, essendo generalmente sprovvista delle competenze in materia ambientale, ha bisogno di strumenti semplici e soprattutto persuasivi nei confronti dei cittadini e in quest’ottica l’individuazione dei servizi ecosistemici è manna dal cielo.
Per capire di cosa stiamo parlando, dobbiamo pensare al Millennium Ecosystem Assessment, un progettone internazionale per valutare gli ecosistemi terminato nel 2005, che ha consacrato ufficialmente l’approccio antropocentrico facendolo diventare un modo di fare d’avanguardia.
La natura, però, è molto più complessa di come la vorremmo, ragionando e operando solo in funzione del benessere dell’uomo rischiamo quindi di trascurare moltissime informazioni e perdere interazioni fondamentali.
Ad esempio, per molto tempo si è proposto di calcolare il valore degli uccelli in funzione della loro utilità come “pesticidi” in agricoltura, cosa apparentemente molto utile, ma quando poi sono arrivati i pesticidi veri (quelli chimici) che offrivano risultati migliori a costi più bassi ecco che la potenziale attenzione verso gli uccelli è presto svanita. Si capisce, quindi, che per quanto sia alta la nostra capacità di valutare i possibili effetti diretti e indiretti del valore di un bene naturale, sembra davvero impossibile prevederli proprio tutti.
Una cosa molto interessante che sottolineano gli autori del paper di cui sopra, è che i due approcci non sono da considerare come lati opposti della stessa medaglia. Una conservazione biocentrica alla fine avrà effetti positivi anche su benessere umano. Non dobbiamo commettere l’errore di considerarci qualcosa di diverso da quello che siamo: anche se particolarmente creativi e ambiziosi, siamo comunque una specie animale.


sabato 3 dicembre 2016

Geopolitica. La destra mascherata da sinistra e la sinistra mascherata da destra


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Un documento della DIA (servizi segreti della Difesa americani) del 2012 e recentemente declassificato dichiarava fin da allora che l'Esercito Arabo Siriano avrebbe vinto perché i Siriani di ogni confessioni erano in grandissima maggioranza compatti in suo sostegno. Il documento faceva piazza pulita delle narrazioni sugli Alawiti oppressori e Sunniti oppressi. Nello stesso periodo alcune survey governative statunitensi registravano con stupore e irritazione che più del 70% dei Siriani stava con Assad e una buona percentuale era neutrale. I governi occidentali e la presstitute parlavano di "ribelli moderati" ben sapendo di mentire ma a crederci veramente c'era innanzitutto la "sinistra".


Purtroppo tale sinistra dopo un secolo è ritornata ai nefasti dei "crediti di guerra" e al linciaggio di chi si oppone alle guerre imperialiste. La storia di questa parabola, di questa sorta di corruzione aristotelica deve essere ancora capita. Io in parte la imputo al crollo (momentaneo?) dell'idea di comunismo e delle sue organizzazioni, cosa che ha lasciato correre a briglia sciolta quella intellettualità un po' bohémien e molto ideologica - e quindi non politica - che era tenuta a freno dai partiti comunisti storici. Non sto facendo un'apologia dei modi in cui questa disciplina era imposta. Rilevo però che era ritenuta necessaria dal marxismo politico, innanzitutto da Gramsci e da Lenin. Invito a rileggere gli "Scritti Corsari" di Pier Paolo Pasolini per capire cosa intendo, anche se so che qualcuno - con cui per altro mi trovo in sintonia su tutto il resto - non sarebbe d'accordo con questo invito.


Raffaele Scirtino su "Infout" afferma che la sinistra è ormai strutturata nel potere, non quindi nemmeno senso parlare di "tradimento". E ha perfettamente ragione. Io infatti penso che sia meglio parlare di "corruzione in senso aristotelico", una forma di decadenza da uno stato originario. D'altra parte questo tipo di sinistra bohémien e ideologica non è mai stata di classe. Ed essendo ideologica era facile preda delle parole o, per dirla con Gramsci, dei camuffamenti di obiettivi reazionari con scimmiottamenti de modi di agire della classe. Le "rivoluzioni colorate" ne sono un fulgido e moderno esempio. L'inganno è stato bene apparecchiato e una lunghissima schiera di ex rivoluzionari ci è cascata, spesso pensando di essere così fedele ai propri ideali. 


Altri non ci sono "cascati" perché semplicemente sono divenuti parte attiva dell'inganno stesso. Si pensi solo a quanti ex leader del Sessantotto in Europa si sono messi attivamente al servizio delle truppe imperiali, senza nemmeno avere quel residuo di prudenza, seppur confusionaria, che era espressa nel vecchio appello in questione.



Se poi qualcuno mi chiedesse perché io invece la penso in un altro modo pur avendo fatto le medesime esperienze a sinistra, francamente dovrei metterci un po' a rispondere. Ma la prima cosa che posso dire è che tutte queste guerre scatenate dall'Impero da quando l'Unione Sovietica è implosa, mi hanno fatto venire il voltastomaco. La mia analisi politica è figlia di questo voltastomaco, viene dopo, non prima.


Piotr



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venerdì 2 dicembre 2016

Nutrirsi di abominio e di cadaveri



Non abbiamo mai potuto farci un concetto del bene e del male se non in rapporto a noi umani.

Le sofferenze degli animali ci sembrano dei mali perché, essendo anche noi animali, pensiamo che saremmo molto da compiangere se a noi si facesse altrettanto. Sentiremmo la stessa pietà per una pianta o per una pietra se sapessimo che, quando viene tagliata, essa soffre, ma la compiangeremo molto meno di un animale, perché la pianta e la pietra ci somigliano meno. Del resto, noi cessiamo presto di commuoverci per la morte spaventosa degli animali riservati alla nostra tavola. I bambini, che piangono la morte del primo pollo che vedono sgozzare, la seconda volta ridono. Infine, è fin troppo certo che quella spaventosa carneficina messa senza posa in mostra nelle nostre beccherie e nelle nostre cucine non ci sembra un male, anzi, consideriamo quell'orrore, spesso pestilenziale, come una benedizione del Signore; e recidiamo  ancor oggi preghiere in cui lo si ringrazia di quegli assassinii. Eppure, c'è forse qualcosa di più abominevole del nutrirsi continuamente di cadaveri ?...

Eppure io non vedo tra noi nessun moralista, nessuno dei nostri loquaci predicatori, nessuno nemmeno dei nostri Tartufi, che abbia mai fatto la minima riflessione su quest'orrenda abitudine divenuta in noi natura.

Bisogna risalire fino al buon Porfirio, ai compassionevoli pitagorici, per trovare qualcuno che abbia cercato di farci vergognare della nostra cruenta ghiottoneria; oppure bisogna recarsi tra i brahamani. Infatti i nostri monaci, costretti dal capriccio dei fondatori dei loro ordini, a rinunciare alla carne, sono assassini di sogliole e di rombi, quando non lo sono di pernici e quaglie. E né tra i monaci né nel concilio di Trento né nelle nostre assemblee del clero né nelle nostre accademie si è mai pensato di chiamare male quella carneficina universale. Nei concili non vi si è pensato più di quanto si usi pensare nelle taverne.

Voltaire

giovedì 1 dicembre 2016

Libri dal sapore bioregionale - "Non ho tempo per la fretta" di Felice Rosario Colaci - Recensione



Felice (Rosario Colaci), 
NON HO TEMPO PER LA FRETTA
dicembre 2016,  167 pagine, 12 euro, con 60 illustrazioni di Daniele Garota.

Non avrei mai pensato di pubblicare un libro così, sono sincero, ma la sua semplice bellezza mi ha conquistato, con parole di buon senso, senza ostentazione, senza citazioni, senza complicazioni, in rima baciata indifferente alla metrica, naif come Ligabue (il pittore) ma con una sonorità che ricorda i testi rap: semplicemente prezioso come i disegni di Daniele Garota che lo accompagnano.


Ama la terra, cantale la tua canzone, anche se sei stonato,
l'importante è che nel cuore tu le sia grat
o.


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Felice, contadino di 62 anni, laureato sulla terra (a pieni voti!), vive a San Severino nelle Marche; con il secondo terremoto un mese fa ha perso il cascinale dove viveva, ma non si perde d'animo e continua a ringraziare la vita, lo stesso. Quando non zappa scrive versi a modo suo, dove, senza riccioli letterari, senza retorica, racconta come ha rinunciato al superfluo provando ad accordarsi con l’orologio della natura, orientato alla terra con la bussola del buonsenso verso l’autosufficienza, distante dal consumismo, dalla competizione, dalle luci artificiali, dalle ossessioni cosmetiche e, per quanto può, dal denaro.

Nella loro semplicità, i versi in rima baciata di Felice sono viatico per una buona vita.

Il libro di Felice lo faccio uscire ora, perché sento che sarebbe un bellissimo REGALO, delicato, di buon gusto, per tutti: chi l'ha letto me l'ha confermato così. Quest'anno sarà il mio regalo!

Massimo Angelini
http://www.pentagora.it
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mercoledì 30 novembre 2016

Nasce il primo centro italiano per lo studio, la prevenzione e l'adattamento ai cambiamenti climatici


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I disastri climatici sono ormai e purtroppo una realtà ineluttabile. A causa del riscaldamento globale non solo i ghiacci soprattutto dell’emisfero settentrionale del pianeta vanno rapidamente fondendosi, ma fenomeni estremi di siccità stanno investendo molte aree della Terra, in particolare l’Africa orientale e tutta l’America del Sud. Si inaridiscono le foreste, si prosciugano fiumi e scompaiono i laghi. Il primo fu il lago d’Aral, tra l'Uzbekistan e il Kazakistan, ed ora è toccato al secondo lago più vasto della Bolivia il lago Poopò, ormai diventato un deserto (foto).

La situazione globale è ormai da codice arancione, ad un passo da quello rosso. In particolare in Bolivia il dramma della siccità sta portando il Paese sull’orlo di una guerra civile. A La Paz da mesi l’acqua arriva solo con le autobotti, questo vale anche per le altre città boliviane. In serie difficoltà tutti gli allevamenti di bestiame che giornalmente contano animali morti per mancanza d’acqua. Una situazione che ha indotto il governo Boliviano a chiede aiuto a tutte le nazioni della Terra. Accademia Kronos, che anni fa intraprese rapporti di collaborazione ambientale con il presidente Evo Morales, è stata contattata dall’ambasciatore Antolin Ayaviri Gomez per verificare se al suo interno esistono competenze nel settore delle emergenze idriche e ambientali. Accademia Kronos, tramite l’affiliata “ATENA”, un consorzio di enti e imprese specializzati in questo settore a livello mondiale che già opera in Africa nelle zone aride, ha risposto di si. Presto, quindi, une equipe di idrogeologi e ingegneri ambientali di Accademia Kronos e di ATENA si recherà in Bolivia per valutare la situazione e trovare eventuali soluzioni.

Il centro internazionale sullo studio degli effetti dei cambiamenti climatici sull’ambiente e sull’uomo che presto sorgerà a Vetralla, nella frazione di Tre Croci. Avrà lo scopo proprio di sostenere quei Paesi soprattutto nel Sud del Mondo alle prese con i disastri climatici.

NASCE IN ITALIA IL PRIMO CENTRO EUROPEO PER LA PREVENZIONE E GLI ADATTAMENTI AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Venerdì 25  novembre 2016 Accademia Kronos ha vinto il bando di assegnazione presso il comune di Vetralla di un immobile, ex scuola elementare, che verrà adibito a centro ricerche sugli effetti del clima sulla società umana e sull’ambiente. Oltre a ciò verrà dedicata una sezione al problema della salute dei corsi d’acqua dell’Italia centrale. Questa struttura sarà messa a disposizione di associazioni, enti e aziende che già sono impegnate nel settore della mitigazione climatica. Quindi nessuna preclusione per chi vorrà dare un contributo nel campo dei cambiamenti climatici e dei loro effetti sulla biosfera.

Il comitato scientifico di questa struttura, che dovrebbe diventare operativa nella prossima primavera, è composto da oltre 20 scienziati, tra i quali: prof. Luigi Campanella, esperto a livello internazionale sui problemi connessi alle contaminazioni chimiche; dr. Vincenzo Ferrara, scienziato ENEA profondo studioso del clima; prof. Antonino Galloni, economista e studioso del fenomeno dei cambiamenti climatici sull’economia globale; prof. Massimo Mazzini, docente di microbiologia all’università della Tuscia; prof. Roberto Minervini, docente universitario, studioso delle acque interne e del Mediterraneo; prof. Dario Sonetti dell’università di Modena, studioso degli ecosistemi forestali, dr Carmine Siniscalco, esperto ISPRA sulla funzione dei fungi bioindicatori sull’ambiente.

In questa struttura verranno proposte soluzioni per contrastare l’aumento della temperatura terrestre, soluzioni per l’adattamento ai cambiamenti climatici, messa in sicurezza delle città che saranno anno dopo anno sottoposte a fenomeni climatici sempre più estremi, ecc. nonché consulenze e spedizioni mirate verso quelle nazioni alle prese con i disastri climatici.

Ovviamente sono previsti corsi di specializzazione insieme a diverse università italiane, con le quali abbiamo già stipulato accordi ( Pegaso, Unitelma Sapienza, Tuscia ed altre in fase di chiusura accordi). Si terranno quindi: convegni, stage e giornate ”del clima” a disposizione delle scuole del Lazio. Una particolare attenzione all’agricoltura, alla sanità, dagli aspetti sociali all’economia.

Questa struttura punta sull’assistenza dell’ENEA, di EURISPES, Ministero Ambiente, Regione Lazio e ovviamente delle università citate. La prima operazione che farà il nascente centro sarà quella di mettere a disposizione dei cittadini locali, ma anche degli studenti delle vicine università, una tra le più fornite biblioteche verdi di proprietà di Accademia Kronos, di cui una parte legata al problema clima.

Filippo Mariani

martedì 29 novembre 2016

Mario Pianesi, la macrobiotica, Fidel Castro... e Le Vie dei Canti


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Fidel aveva abbandonato il potere 10 anni fa, ma già qualche anno prima aveva iniziato a curarsi con la dieta macrobiotica. Qualcuno pensa che se ha vissuto tanto a lungo è dovuto alle sue scelte alimentari. A Cuba, grazie anche all’embargo USA terminato solo pochi mesi fa, è molto sviluppata la medicina con le erbe, ma è grazie a Mario Pianesi, fondatore di Un Punto Macrobiotico di Macerata che la medicina cubana ha iniziato a studiare la macrobiotica: riso, miglio e cereali, verdure, alghe, legumi ed erbe selvatiche al posto delle pillole delle multinazionali.

Ripenso agli anni delle rivoluzioni, le lotte studentesche, Che Guevara. Con la morte di Fidel Castro si chiude il ventesimo secolo. 

Ma l’apertura di Fidel alla Macrobiotica mi ha fatto pensare alla nascita di Tra Terra e Cielo dalle ceneri del ‘68. Prima di cambiare il mondo iniziamo a cambiare noi stessi. 40 anni faè nata l’agricoltura biologica, la medicina naturale, le Vacanze Naturali Tra laTerra e il Cielo.

Adesso il bio lo trovi in qualunque negozio, decine di gruppi organizzano Viaggi a Piedi e Vacanze Olistiche. Tra Terra e Cielo ha ancora un senso oppure la sua missione di diffusione di “modelli di vita in sintonia con la natura” è terminata?

Il 1 dicembre 2016 esce l’ultimo numero di WALKEATLOVE, il web-magazine erede del mensile cartaceo Tra Terra e Cielo. Con queste poche righe chiedo consiglio ai lettori, frequentatori o meno delle vacanze Tra Terra e Cielo e dei viaggi a piedi Le Vie dei Canti.

Hasta la victoria siempre