sabato 23 settembre 2017

Teoria bioregionale - "Dall'ecologia all'ecosofia" di Luciano Valle - Recensione



Scrive Luciano Valle nel suo "Dall'ecologia alla ecosofia":
Dall'ecologia all'ecosofia: ogni persona matura deve assumersi la responsabilità di elaborare la propria risposta ai problemi attuali dell'ambiente secondo una prospettiva globale.

L'ECOSOFIA lega tra loro tutte le forme di vita e tutta la natura.
La realizzazione delle potenzialità è un DIRITTO.
La VITA come vasto processo storico.
Il diritto universale a vivere e svilupparsi.
L'unicità della specie umana non dovrebbe essere sottovalutata.

ALCUNI PUNTI ESSENZIALI DELL'ECOSOFIA.
1) Realizzazione del Sé.
2) Più è alto il livello raggiunto da qualcuno nella realizzazione del Sé,più ampia e profonda è l'identificazione con gli altri.
3) Più è alto il livello raggiunto da qualcuno nella realizzazione del Sé, più la possibilità di potenziare tale processo ulteriormente dipende dalla realizzazione del Sé da parte degli altri.
4) La completa realizzazione del Sé per ciascuno dipende da quella di tutti gli altri.
5) Realizzazione del Sé per TUTTI gli esseri viventi.

Queste grandi parole sono di Arne Naess, nato in Norvegia nel 1912. Si è occupato di filosofia della scienza e di SEMANTICA EMPIRICA. Ha partecipato ad alcune spedizioni sull' Himalaia e sul Tirich Mir.

Ecco un caso esemplare di una globalizzazione in POSITIVO. Può esservi uno scambio di idee in favore della vita, della natura, dell'essenza interiore-esteriore di tutti noi. Questo costante flusso di PENSIERI POSITIVI, che costituisce la quintessenza della  NOOSFERA, la sfera che circonda e spesso penetra la CROSTA TERRESTRE, è sistematicamente intralciato ed interrotto, prima ancora delle guerre, dall'interferenza delle comunicazioni di stampo economico, DEGENERATE in OPERAZIONI FINANZIARIE, che si sono appropriate dei mezzi di comunicazione virtuali, pensati ed inventati da chi ha PENSATO la NOOSFERA come realtà del LOGOS vivente. Queste interferenze nocive devono essere eliminate. 

A cura di Giorgio Vitali

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Rete Bioregionale Italiana




venerdì 22 settembre 2017

Treia - 23 e 24 settembre 2017... è tempo di Equinozio d'Autunno


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Il 23 settembre il Sole è entrato nel segno della Bilancia (Cane in Cina), le ore di luce equivalgono a quelle di buio e le forze contrapposte e complementari sono in perfetto equilibrio. E’ soltanto nei giorni degli equinozi che il Sole sorge e tramonta esattamente nei punti cardinali est e ovest. Al di là delle considerazioni tecniche, gli equinozi assumono significati profondi dal punto di vista esoterico, in quanto rappresentano dei momenti cruciali nei cicli di alternanza e interazione delle energie invisibili. Non per niente le culture antiche celebravano questi momenti con cerimonie e rituali appropriati, in sintonia con tali significati. L’Equinozio di Autunno è lo spartiacque tra le due fasi alternate di prevalenza della Luce o delle Tenebre. 

Quando si comprende a fondo il significato dell’alternanza degli opposti non ci si sbilancia più in un senso o nell’altro, ma piuttosto si cerca di vivere ed agire in armonia con le fasi cicliche….

L’esagramma dell'I Ching  collegato a questo momento è "La Contemplazione", che in parte dà, cioè offre una vista sublime, in parte toglie, cioè contempla, vuole ottenere qualcosa con la contemplazione. 
Il nome cinese ha un duplice significato. Da un lato significa essere contemplato, dall’altro l’essere visto (come modello).

Il segno raffigura un sovrano che contempla verso l’alto la legge del cielo e verso il basso i costumi del popolo.

Con il suo buon governo è un sublime modello per le masse.

Il momento è il più sacro, è quello del supremo raccoglimento interiore.

Così nella natura si osserva una sacra solennità nel ritmo con cui tutti gli eventi naturali procedono.

La contemplazione del senso divino del divenire cosmico conferisce a colui che è chiamato a influire sugli uomini i mezzi per esercitare gli stessi effetti.

Per farlo, è necessario un raccoglimento interiore, quale lo produce la contemplazione religiosa in uomini grandi e saldi nella fede.
Così essi scorgono le misteriose leggi divine della vita e le rendono operanti nella propria personalità grazie all’intensità del raccoglimento interiore, e la loro presenza emana un misterioso potere spirituale che agisce sugli uomini e li assoggetta senza che essi siano consapevoli del modo in cui ciò avviene...

Paolo D'Arpini



Post Scriptum

I giorni 23 e 24 settembre 2017 si tengono a Treia due giorni di celebrazioni per l'Equinozio d'autunno. Il 23 settembre pomeriggio, ore 17, partenza dal Circolo Vegetariano per una cerimonia campestre a cura di Paola Pela. Il 24 settembre, dalle ore 16, presso la cooperativa Talea di Passo Treia, grande occasione d'incontro con vari eventi ludici e culturali sul significato dell'autunno. Programma completo: https://auser-treia.blogspot.it/2017/08/treia-23-e-24-settembre-2017-equinozio.html 



mercoledì 20 settembre 2017

Mantenersi in buona salute con le erbe bioregionali

Parecchie conoscenze per mantenere l'organismo in buona salute le ho ritrovate nelle comunità rurali bioregionali, ove le cure con le erbe ed i sistemi "empirici" non ufficializzati sono ancora in auge in molti paesini.
Mantenersi in buona salute con le erbe bioregionali
Ricordo ad esempio il capraio Irmo di Calcata che oltre a produrre un buon cacio aveva mille rimedi per varie disfunzioni metaboliche ed altri acciacchi, avendo appreso dalle capre i segreti della "medicina animale". Un altro esempio è fornito dalle "lezioni" impartire dalla semplicista Sonia Baldoni, detta la "sibilla delle erbe", la quale durante le passeggiate da noi organizzate a Treia, è in grado di indicare decine e decine di piante curative, con annesse indicazioni astrologiche.  
Anche gli animali spontaneamente si curano con sistemi naturali, chi è che non ha visto i gatti curare se stessi procurandosi il vomito con particolari erbe? L’animale selvatico è un esempio lampante di come si possa stare in buona salute senza mai ricorrere a cure mediche, infatti l’animale spontaneamente "previene" le malattie con una dieta equilibrata e consona alla sua conformazione, e cura gli eventuali avvelenamenti o disfunzioni con quelle piante che istintivamente riconosce idonee.
Nella medicina tradizionale indiana o cinese il sistema di base è praticamente lo stesso di quello animale. Innanzi tutto vale la prevenzione poi subentra il riequilibrio attraverso semplici sistemi naturali. Figuratevi che anticamente non esistevano quasi "medicine" c’erano solo "diete" disintossicanti e riequilibriatrici delle funzioni vitali. Ciò vale per l’Ayurveda, la scuola più antica conosciuta al mondo, ed anche per il Sistema elementale cinese (basato sui cinque elementi).

Ad esempio sia in India che in Cina il medico era pagato per mantenere in buona salute l’assistito, appena esso si ammalava veniva interrotto il pagamento, se non comminata una multa. Comunque prima di ogni consulto il medico soleva inquadrare gli aspetti zodiacali dell’assistito, per conoscerne le tendenze innate e quindi le propensioni a certi tipi di malattia o di scompenso organico. Innanzitutto egli curava con indicazioni di riequilibrio, ad esempio riportando l’attenzione su alcuni elementi trascurati o carenti, in casi gravi si consigliava l’assunzione di sostanze elementali basilari, in casi ancora più gravi si interveniva con l’imposizione delle mani, massaggi, pressione ai piedi ed altre parti del corpo, agopuntura, etc.
In effetti quello che noi chiamiamo "malattia" non è solo una mancanza di salute bensì un’interruzione della condizione di equilibrio interno/esterno. 
Una mancanza di armonia fra le pulsioni interne con le necessarie risposte agli impulsi ambientali esterni. Noi siamo parte indivisibile del grande organismo vivente, l’insieme vitale che contraddistingue la vita in ogni sua forma, perciò allorché non siamo in grado di armonizzare il movimento interno/esterno automaticamente subentra una condizione di "malattia". Definirla a questo punto psicosomatica od organica è del tutto irrilevante. La malattia è invero uno stato di "aggiustamento" che trova espressione attraverso la somatizzazione nel corpo. Quando la malattia appare significa che uno o più degli aspetti energetici elementali sono squilibrati.
Con il sistema medico attuale, basato sull’assunzione di medicinali chimici, non si potrà mai raggiungere un saldo equilibrio. In quanto la "forzatura" medicinale aggiusta da una parte e rompe dall’altra, ed inoltre crea dipendenze e rende impossibile le forme spontanee di auto-guarigione. "Vera medicina è tutto ciò che contribuisce a ristabilire armonia senza altre alterazioni" afferma l’erborista Carlo Signorini. Certo, anche il semplicista od il medico ayurvedico od il guaritore sciamanico non può ignorare la sintomatologia del male, egli però agisce diversamente dal medico allopatico, per lui la sintomatologia è una avvisaglia, un segnale di qualcosa che sta più in profondità.
Un bravo guaritore, esamina ad esempio l’iride, definita lo specchio dell’anima, tasta il polso, scuote le membra, legge le linee della mano, etc. per cui i sintomi manifestati non possono trarlo in inganno, egli sa che i segnali hanno sempre una più profonda radice che li origina. In verità è la stessa malattia che racchiude la sua medicina, questo per la legge ben conosciuta degli "opposti".
Così nel bioregionalismo la salute è mantenuta con i sistemi curativi naturali, partendo dalla conoscenza e dal messaggio delle piante bioregionali  e dalle manifestazioni psichiche connesse alla malattia.
Paolo D'Arpini
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martedì 19 settembre 2017

Hybris. Il mito delle crescita indefinita ed il crollo della civiltà umana


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In  "Contro la dittatura del presente" e ne  "La maschera democratica dell'oligarchia", Gustavo Zagrebelsky dice che viviamo nel periodo dell'elogio del giovanilismo e della velocità. Spesso i vecchi si sentono fuori luogo. Il vecchio diventa quello che non sa. I giovani non concedono requie: c'è una corsa costante ad uno sviluppo e ad una produttività, per cui bisogna allungare il passo, ma la meta si allontana sempre di più. I vecchi sono lenti e pigri. Lui stesso fu definito "gufo pigro".

Ma da un lato emarginazione, rinuncia e senso di fallimento e accelerazione dall'altro, sono entrambi aspetti negativi.

I vecchi lenti, ma con cultura ed esperienza, non possono accampare diritti, pur se siamo nell'epoca dei "diritti umani", che dovrebbero essere di tutte le età.

Michela Murgia in Abbacadora descrive una pratica che era in uso in alcune zone della Sardegna, dove chi era di peso e a fine vita veniva soppresso. In alcune zone del Giappone, quando non si aveva più convenienza a mantenere un vecchio gli si chiedeva di votarsi alla morte. Per il futuro si potrebbero prevedere test di efficienza, come un'abilitazione all'esistenza.

Vediamo poi la storia dell'Isola di Pasqua, che dimostra che la crescita è una miccia a fuoco lento. Fu scoperta dagli europei nel 1722. Possiede centinaia di megaliti giganteschi con in cima cilindri colorati in rosso. Sembra che alla fine del primo millennio fosse una terra molto fiorente, ricca di risorse naturali, acqua, foreste, uccelli, pesci, altri animali. Quando vi arrivarono gli europei trovarono una terra desolata, con pochi individui geneticamente tarati. La società aveva distrutto il proprio futuro, con le foreste che fornivano il legno per le barche e a difesa dalle tempeste. Ci furono guerre tra i clan che sfociarono anche nell'antropofagia. Ed i  tronchi umani di pietra diventavano sempre più imponenti. Il più alto fu l'ultimo ad essere costruito. Erano un simbolo di potenza, ma per scavarli, trasportarli ed issarli occorrevano alberi e fibre vegetali. Da qui la deforestazione. Alla fine gli umani volevano andarsene, ma non c'erano più alberi per costruire le barche.

Il  parallelismo tra quanto avvenuto nell'Isola di Pasqua ed il mondo moderno è agghiacciante. 

Le risorse di tutto il mondo ormai sono minacciate e non potremo cercare soccorso altrove. Nel futuro prossimo si decide il destino dell'umanità. Utilizziamo sempre più risorse, sterminiamo specie e distruggiamo habitat. Si è detto che entro il 2050 si deciderà il destino del mondo. Per soddisfare le manie di grandezza di oggi, non si sono considerate le necessità del domani. 

Si è agito come se quella attuale fosse l'ultima generazione. 

La posta in gioco è l'integrità della specie umana. Il mondo è preda di un furto: furto di risorse naturali, di fonti energetiche, di risorse finanziarie, furto di materiale genetico (riduzione della biodiversità). Si cerca di tendere all'immortalità dell'uomo, che è la massima maledizione; se si pensasse di essere immortali si rimanderebbe sempre al domani quel che si può fare oggi, la vita si ridurrebbe a mera esistenza.

Il mondo è una polveriera.

Jacques-Yves Cousteau ha proposto una Carta dei diritti delle generazioni future; partendo da quello che lui aveva visto in quanto a depauperamento degli oceani, ecc. per la cieca convenienza immediata. I diritti dei futuri sono i doveri dei presenti. Per secoli i figli si sono considerati debitori dei padri, oggi sono i padri che devono sentirsi debitori dei figli. La felicità degli attuali non può essere a scapito di quella dei futuri. Bisogna ricordare certi detti "Ama il prossimo tuo come te stesso" e "Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te".

Ma c'è un problema giuridico: il diritto soggettivo presuppone un soggetto presente. Il male inferto ai futuri non presuppone un leso diritto da parte dei presenti (giuridicamente). Però c'è un dovere morale dei presenti nei confronti dei futuri.

Simone Veil aveva scritto Il radicamento. Preludio a una dichiarazione di doveri nei confronti degli esseri umani, una dichiarazione universale della responsabilità. Ma quanto è importante il potere decisionale di giovani e meno giovani? Si dice spesso: i giovani hanno in mano il futuro, lasciamo decidere a loro.

Ma c'è un problema di responsabilità, come diceva Weber, c'è una responsabilità delle convinzioni (etica delle convinzioni) ed una responsabilità o etica delle conseguenze. Per i giovani è più congeniale la prima ("sono convinto di un'idea e la porto avanti"), per i vecchi lo è la seconda.... quella delle conseguenze, con la loro esperienza ne hanno viste tante. in più hanno figli e nipoti e se ne preoccupano, i giovani no.

Vittorio Foa, grande vecchio disse: "Non è vero che i vecchi abbiano la conoscenza e l'esperienza, anche i giovani ce l'hanno, solo sono diversi e l'una può essere utile all'altra".

Ma quante età ci sono? Si parla di terza età (giovinezza, maturità, vecchiaia). Secondo la filosofia indù sono 4: l'età in cui si impara, l'età in cui si insegna, l'età in cui si va nella foresta e l'età in cui si vive di elemosina. Zagrebelsky ritiene di essere nella terza di queste età. Ma le età di questo mondo, del nostro mondo occidentale sono ormai due: un'eterna giovinezza e il crollo.

Ce n'è abbastanza per riflettere, direi!

Caterina Regazzi

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Rete Bioregionale Italiana

lunedì 18 settembre 2017

I deserti creati dall'uomo

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La specie umana è fra le famiglie animali quella che maggiormente ha contribuito a creare deserti sulla terra. Non parlo soltanto dei tempi attuali, in cui per motivi speculativi abbiamo ridotto il nostro pianeta ad un immane mondezzaio pieno di veleni e rifiuti: plastica, prodotti chimici, deiezioni, radioattività, ogm, etc. La vocazione alla distruzione ha radici lontane, si comincia a manifestare con la fine del neolitico e l'avvio del sistema agricolo-pastorale. Con l'agricoltura si iniziò a tagliare le foreste e con la pastorizia si inaridì il territorio. Questa non è una favola è la realtà dei fatti!   
Il deserto del Sahara e quello d’Arabia e diversi altri deserti del Medio Oriente sono stati creati, oltre che dalla carenza di piogge (dovuta alla separazione della foresta pluviale), dal sistema pastorale transumante  che pian piano ha fatto morire  la vegetazione nell’arco di circa 10.000 anni.
L’allevamento di armenti, soprattutto capre, protetti dai pastori contro i naturali predatori e mandati a pascolare ovunque possibile ha favorito la desertificazione. Le capre, infatti, mangiano tutto quel che trovano sino ad arrivare alle radice delle piante e si arrampicano per satollarsi anche sui rami. Pian piano le piante muoiono e di nuove non ne nascono perché fatte fuori appena germogliano.
Gli interventi dell’uomo nel tentativo di “aggiustare” le presenze del mondo animale sono diventati talmente pesanti da mettere a rischio la stessa esistenza umana. Infatti il controllo sulle altre specie coinvolge anche l’uomo, che non è separato dal mondo animale.
Le regole della vita sono molto semplici, ogni specie sia vegetale che animale ha una interrelazione mutualistica con il suo habitat e con tutte le specie che lo condividono. Le piante hanno bisogno degli animali per la loro riproduzione e propagazione, gli erbivori sono controllati dai carnivori  e così  si mantiene un equilibrio fra ambiente e suoi abitanti.
Ma dove l’uomo è intervento immediatamente questo equilibrio è andato perso. Lo abbiamo visto con la desertificazione causate da un esagerato incremento dell’allevamento domestico e di transumanza. Questo più l’abitudine venatoria nei confronti di specie ritenute nocive o -al contrario- utili all’economia umana hanno trasformato talmente  l’habitat da renderlo irriconoscibile… 
Tutto ciò in passato avveniva in modo quasi impercettibile, poiché gli avvenimenti sopra descritti si protraevano per lunghi periodi di tempo, secoli, se non millenni, ed era alquanto difficile per l’uomo riconoscerne gli effetti (legati al suo comportamento).
Ben diversa è la situazione attuale. Oggi l’intervento umano ha una conseguenza presso che immediata e non si può far a meno di considerare le cause -come gli effetti strettamente interconnessi-  delle mutazioni ambientali in corso.  Dove l’uomo interviene immediatamente la natura e la vita recedono.
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Persino ove l’uomo cerca di rimediare ai mali del suo operato anche lì combina guai peggiori. Lo abbiamo visto ad esempio con la politica dei ripopolamenti artificiali di specie faunistiche scomparse in una data bioregione  e recuperate in altri luoghi del pianeta per esservi reimmesse, come ad esempio i cinghiali caucasici. 
Questa politica  è invero deleteria. I danni causati all’habitat dall’introduzione di specie non autoctone sono enormi. Tant’è che di tanto in tanto, con la scusa del sovrappopolamento, ci si inventa partite di caccia per il contenimento di dette specie.
La natura, se lasciata a se stessa, trova sempre il modo di armonizzarsi, creando una altalena di presenze fra specie predate e specie predatorie.. ma dove interviene l’uomo appare il caos… 
Ma è impossibile che la natura sia lasciata a se stessa, dovrebbe scomparire l’uomo.
Paolo D’Arpini  
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domenica 17 settembre 2017

Appuntamento bioregionale a Fabriano, dal 6 all'8 ottobre 2017 - Incontro Nazionale di Genuino Clandestino


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Siete tutti invitati al prossimo incontro nazionale di Genuino Clandestino. Non perdete l'occasione di partecipare a questo grande evento organizzato nella nostra terra marchigiana...

Si svolgerà  nella tenuta di San Cassiano a  Fabriano il secondo incontro nazionale della rete GC per il 2017. Momento di incontro e di scambio per tutta la rete, di confronto e di abbracci.

Ecco il programma

VENERDI 6 OTTOBRE 2017
- ore 15 accoglienza
-ore 17-19 Tavoli Tecnici:
apicoltura / viticoltura / allevamento / orticoltura / olivicoltura / erbe spontanee / gestione del bosco / cereali e panificazione / arti e mestieri
I tavoli non hanno bisogno di prenotazioni e verranno organizzati da alcun* compagn* di GC
- ore 20 Cena condivisa (ognuno porta qualcosa) o un piatto caldo dalla cucina resistente di GC Marche
- ore 21:45 spettacolo Teatrale - "Con I Piedi Per Terra - ripartire dalla terra? Perchè? Contadini di oggi e autori del passato insieme ce lo raccontano"
link http://www.radicinelcielo.it/
- ore 23:30 Dj Set dell'Appennino

SABATO 7 OTTOBRE 2017
- ore 9-12,30 Tavoli Tematici
Garanzia partecipata / Mutuo aiuto / Libera trasformazione prodotti contadini / Cucine in movimento / Nuovi schiavismi
I Tavoli saranno aperti a tutt*, anche se riprendereanno i discorsi e le argomentazioni iniziate durante i precedenti nazionali.
- ore 12,30 Pranzo Genuino - Cucina resistente GC Marche
- ore 15-20 Plenaria "Dove vogliamo che vada genuino Clandestino come rete"
- ore 20 Cena Genuina - Cucina Resistente GC Marche
- ore 22 Freedom Sound System and Roby Bass Unity

DOMENICA 8 OTTOBRE 2017
Ci spostiamo tutti a Fabriano, Corso della Repubblica per la
MOSTRA MERCATO CONTADINO e delle AUTOPRODUZIONI di GENUINO CLANDESTINO!!! in cui troverete i nostri prodotti, la nostra genuità e il nostro modo di far festa!! dalle 9,30 - 19.

- 10,30 Palazzo del Podestà (P.zza del Comune) 
Scarpe grosse, Cervello fino!!
Nuovo documentario GC, e presentazione della campagna nazionale per la libera trasformazione dei prodotti contadini e dibattito con la cittadinanza.

Dal 6 all' 8 Ottobre, sempre presso il Palazzo del Podestà troverete la mostra fotografica "La Comunità Mapuche", a cura dell' USI-AIT.



Nel caso di pioggia, le attività presso la Tenuta San Cassiano si svolgeranno al coperto.

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sabato 16 settembre 2017

La macrobiotica bioregionale esiste!

I due stati di mutamento (Yin e Yang), le tre qualità (satva, rajas e tamas) ed i cinque elementi (terra, metallo, acqua, legno e fuoco).

Stagioni e qualità del cibo in chiave macrobiotica bioregionale
Dall'unione delle parole greche: "makros" e "bios", ha origine il termine "macrobiotica", il cui significato è letteralmente: lunga vita, grande vita, vita piena.
E' un'antichissima filosofia orientale, di 5000 anni fa, il cui orientamento di base è rappresentato da una visione olistica dell'uomo, dove ogni elemento è in equilibrio con gli altri, e per quanto riguarda il cibo, esso è considerato fondamentale per mantenere l'armonia tra la mente e il corpo.
Il propagatore della dieta macrobiotica  in occidente fu il medico e filosofo Nyioti Sakurazawa, meglio conosciuto come George Ohsawa che fu un grande sostenitore della macrobiotica, alla quale dedicò parecchi studi e trattati, ispirandosi e osservando le regole alimentari dei monaci buddisti e  basata su prodotti alimentari che crescono in estremo oriente.
Ma esiste anche una visione macrobiotica bioregionale, ovvero l'alimentazione centrata sul consumo di alimenti prodotti nella propria stagione di maturazione e originari del luogo in cui si vive.
Seguendo questa semplice indicazione è possibile equilibrare lo yin e lo yang con le stagioni e praticare una dieta macrobiotica senza sforzo, adatta al momento ed al luogo in cui viviamo.

Stagioni, organi, elementi e sapori

Primavera

Fegato Cistifellea. Corrisponde all’energia Legno/vegetale, la cui caratteristica principale è quella della crescita veloce di piante e frutti  nel pieno rinascere e rinverdire della natura. Vi vengono associati il colore verde ed il gusto acido/aspro.

Estate

Cuore, Intestino tenue. Corrisponde all’energia Fuoco; la caratteristica di questa stagione è la maturazione di gran parte dei cereali, legumi e  frutti, nei colori, nella luce e nel calore.  Vi vengono associati il colore rosso ed il gusto amaro.

Estate avanzata

Milza, Pancreas, Stomaco. Corrisponde all’energia Terra, al tempo della maturazione di ogni cosa, dalla frutta (che diventa dolcissima) e  al tempo delle ultime raccolte. Vi si associa il colore giallo e, naturalmente, il sapore dolce.

Autunno

Polmoni, Intestino crasso. Corrisponde all’energia Metallo, è il periodo in cui la parte affiorante dei fusti si dissecca, la natura si scolorisce e le foglie si seccano. Vi si associa il colore bianco e il sapore piccante.

Inverno

Reni, Vescica. Corrisponde all’energia Acqua: è il periodo del freddo, del ritrarsi completo della natura in se stessa per far riposare i semi nel proprio ventre. Vi si associa il colore blu/nero ed il sapore salato.
C'è poi, presa in prestito dalla dieta yogica, la corrispondenza tra alimenti e le tre qualità.

Satva

I cibi satvici sono nutritivi, freschi e cucinati in modo semplice, evitando i sapori forti, Ovviamente la dieta satvica esclude l'assunzione di carne e pesce. Oltre alla frutta e verdura considera l'uso di latte e latticini in quantità moderata e che non comporti lo sfruttamento degli animali. Questi alimenti favoriscono la meditazione.

Rajas

I cibi rajasici sono quelli molto ricchi di sapori e cucinati in modo elaborato, facendo uso di spezie e di carne, possibilmente di cacciagione e pesce. Favoriscono la spinta all'azione ed è l'alimento preferito dai guerrieri, dai governanti, dalle persone dedite ad attività sociali o dirigenziali intense.

Tamas

I cibi tamasici sono quelli stantii ed ottenebranti, dai sapori molto forti, con aggiunta di bevande alteranti e droghe. La carne di ogni tipo di animale ed il pesce sono componenti abituali di questa dieta che conduce a stati mentali negativi.
Ovviamente una dieta ben equilibrata deve comprendere ed armonizzare le mutazioni energetiche yin e yang, i cinque elementi ed i cinque sapori ed anche considerare un corretto equilibrio fra le tre qualità. In considerazione delle necessità contingenti e delle attività a cui si è demandati.
 Paolo D'Arpini
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